Quando l’influenza ti alletta

In effetti il duplice significato di “allettare” nel caso dell’influenza di stagione è perfetto. Ci ho riflettuto sotto le coperte, mentre la tachipirina cercava di tenere a bada la febbre e io, che tutte le volte che mi capita divento fragile e piangina, mandavo whatsapp con faccine febbricitanti a tutti i miei amici per godermi i loro  messaggini di conforto, più benefici del miele e della spremuta. E’ vero, senza se e senza ma, l’influenza quando arriva “alletta”, nel senso che ti mette a letto. Non c’è scampo. Inizi con la gola bruciante, dolore alle ossa, freddino diffuso e via, in un attimo sei sotto il piumone con la faccia in fiamme e il tremore. E’ quando arriva la consapevolezza che dovrai rimandare le diecimila situazioni che sembrano non potere far a meno di te, che l’influenza diventa “allettante”, nel suo secondo e più ammaliante significato. Tu ormai non puoi farci niente, devi solo dichiarare i tuoi dignitosi 39° e d’improvviso, i tuoi carnefici , ufficio, dentista, caos pre-natalizio…, diventano dolci e comprensivi, in uno sciorinare di stai tranquilla, riprenditi presto…tutto si può rimandare (anche perchè diciamoci la verità, chi vorrebbe avvicinare l’untore in questo periodo dell’anno…). E mentre sei al calduccio, tossendo, starnutendo, ma finalmente prendendoti uno spazio tutto per te, arriva la chiamata dell’amica stressata che ti invidia e si augura un paio di giorni di coccole forzate fuori programma!

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