Una stanza tutta per sè

Monito e auspicio insieme quello che Virginia Woolf aveva rivolto alle donne nel suo saggio, esortandole ad avere soldi , autonomia e uno spazio solo per sè dove potersi esprimere e lasciare fuori l’interferenza di una società che allora non accettava l’indipendenza femminile, né concettuale, né di altro genere. Era un segnale, riferito non solo alla donna ma anche alla necessità di raggiungere quella libertà personale di creare arte e di esprimere appieno la propria creatività. Oggi, a distanza di quasi un secolo, dopo battaglie sull’emancipazione e sui diritti, sulle scalate verso i tanti , troppi soffitti di cristallo, Virginia Woolf, pur con rammarico per il drammatico contesto, sarebbe fiera di vedere accomunato il titolo al programma “Una stanza tutta per sè”, un luogo nei commisariati di zona dove le donne che trovino il coraggio di denunciare una violenza personale possano trovare rifugio, conforto ma soprattutto ascolto e l’appoggio delle istituzioni. Nel solo 2016 sono stati 116 gli omicidi di donne da parte dei loro mariti, ex, fidanzati, compagni. Solo una donna su dieci trova il coraggio di denunciare violenze subite. Una donna su quattro subisce stalking. E’ ora di scrivere un’altro titolo: Basta!

 

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