“Voglio fare l’artigiano…” e non c’è nulla di male.

artigiana

E così, accadde che i nostri genitori esausti dal lavoro, specie quello in proprio magari come artigiani, stanchi e logorati ci dissero sin da bambini “Mi raccomando studia! Che se no da grande vedrai che farai più fatica”. Così noi figli, abbiamo seguito il loro consiglio, e ci siamo presi il fantomatico “pezzo di carta”. In taluni casi, siamo arrivati a percepire il lavoro manuale come qualcosa dal quale stare lontani, per alcuni anche del quale vergognarsi – “vuoi mettere con una bella scrivania ed un buon stipendio, con quasi zero fatica?!” – lo abbiamo pensato tutti almeno una volta, ammettiamolo.

Da un certo punto di vista, nulla di male. Ambire a certi obiettivi ed arricchire la propria cultura è importante, necessario ed utile per la Vita. Ma ad un certo punto, qualcosa è cambiato. Le richieste del mercato del lavoro si sono fatte sempre più articolate, specifiche, all’inseguimento di un mondo sempre più veloce e tecnologico, nel quale anche i Recruiters si trovano disorientati. Allora molti che si erano impegnati nello studio e che avevano fatto fruttare i sacrifici dei propri genitori, hanno visto i loro titoli di studio perdere valore.
Poi è anche arrivata la crisi a dare il colpo di grazia alle speranze dei giovani diplomati e laureati, ritrovandosi sempre più spesso a fare lavori che non gli appartenevano o gratificavano.

Ma tutto questo non aveva senso, ed i “giovani” hanno deciso di cambiare il proseguo di questa brutta storia. Sembrano aver pensato “Ok, non va bene tutto quello che ho fatto? Non basta tutto l’impegno che ci ho messo?” – e sono tornati a rivalutare i mestieri di un tempo, l’artigianato come arte del saper fare. Niente di più saggio.

Ed è così che sono nate e stanno nascendo moltissime Start-Up di giovani che si mettono in gioco, sfruttando quel poco che hanno in mano in termini di risorse economiche, strumenti e spazi o infrastrutture nelle quali poter creare. Così, quel “buco di casa” preso in affitto in Italia o all’estero diventa anche un laboratorio dove far diventare realtà/prodotto, una idea. Ed è impensabile sottostare ai tempi biblici ed alla burocrazia di un qualsiasi fondo della Comunità Europea.

I social networks sono le efficienti e, seppur virtualmente, luccicanti vetrine per esporre i propri prodotti. Ed alle persone, al pubblico di qualsiasi età, questi prodotti piacciono molto. Ai più grandi, perché li rimandano ad un immaginario legato ai tempi che furono, quando ci si doveva re-inventare ogni giorno per andare avanti e sopravvivere, spinti dall’inerzia delle passioni vere. Ai più giovani, perché ciò che acquistano deve essere unico, lo devono possedere solo loro e deve arrivare comodamente a casa, ovunque essi si trovino nel mondo.

Ed è così che in TV, senti parlare sempre più di sovente di questi “giovani piccoli imprenditori”. Chi fa moda, accessori, cappelli, gadget e chi più ne ha più ne metta. E lo fanno seriamente ci si impegnano, ci credono, ci pagano l’affitto e ci campano.

E ci credo anche io, se ve lo posso dire. Ho immaginato questo progetto “Atizay – Tutta l’Arte che hai”, proprio per dare uno strumento in più a tutti questi giovani che vogliono farsi conoscere. E ne sto conoscendo tanti, e sono felice per loro, perché da oggi non ci si deve più vergognare di usare le mani per arrivare alla fine del mese, non ci si deve più spaventare davanti alla fatica ed al sacrificio. Al contrario, bisogna essere fieri dei propri progetti e delle proprie ambizioni.

In bocca al Lupo ragazzi! Crediamoci fino in fondo, sempre…

Roberto

About the author

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *